Lasciare il posto fisso per creare un giardino: la fiaba moderna di Giada

Lasciare il “posto fisso”, l’impiego a tempo pieno, dimenticarsi dello stress e dedicarsi al sogno di costruire un giardino. Potrebbe essere la trama di una fiaba moderna, se non fosse realmente la storia di Giada.

«Ho fatto la brava lavorando per quasi sette anni in ufficio, dando il massimo e aspettando il momento in cui mi sarei sentita soddisfatta. Lo aspettavo mentendo a me stessa, perché quel malessere, quell’offuscamento mentale che non mi permetteva di godermi i giorni liberi era sempre lì e non sarebbe svanito aumentando gli anni di carriera.
Ero arrivata al punto di compromettere la mia salute perché credevo di essere io a sbagliare. Quello stile di vita era comune tra i miei coetanei: tutti erano stressati dal lavoro. Con una lieve differenza. Per la maggior parte di loro i weekend erano sinonimo di relax, scoperta e divertimento. Per me, purtroppo, solo due giorni da far passare perché le forze mentali erano esaurite».

La difficile scelta delle dimissioni

È nel 2017 che Giada decide di dare una svolta alla sua vita con le proprie irrevocabili dimissioni.
«Il mix di sentimenti e sensazioni è stato vorticoso. Un insieme di sollievo, speranza e liberazione, ma anche di ansia, tensione e paura. Non è stata una passeggiata anzi, direi di più, un percorso tortuoso, ma la situazione in cui mi trovavo non era più sostenibile e per alcuni aspetti lasciare il “lavoro sicuro” è stato un passo che mi ha messo davanti situazioni molto sfidanti».

Si tratta di un fenomeno estremamente attuale nell’era post-Covid, conosciuto come great resignation: la grande fuga dal lavoro sicuro in cerca di una migliore qualità della vita, di relazioni più gentili, di maggiore tempo per sé stessi e la famiglia, di prospettive di crescita professionale più soddisfacenti. 

La scelta di Giada, però, ambisce ad essere ancora più radicale: dedicare le sue giornate alla creazione di un giardino.  
«L’idea di creare un giardino è nata innanzitutto per il mio amore sconfinato per il giardinaggio, le piante e i fiori. Sono cresciuta in campagna e questa passione è sbocciata naturalmente avendo sempre vissuto a strettissimo contatto con la natura. Essere in giardino, che sia per lavorarci o solo per bere un caffè, mi dà sempre uno sconfinato senso di appartenenza e benessere».

Il sogno di un giardino “full time”

Il 31 luglio 2018, dopo mesi di contrattazioni, Giada ed Enrico, il suo compagno, acquistano un cottage sulle colline della Pedemontana vicentina, con annesso un terreno di ben 7.000 metri quadrati.
«Con grande sostegno da parte di Enrico, sto iniziando a mettere le basi per quel che sarà il mio futuro.
Al momento, infatti, il giardino non è una passione a tempo pieno. Per ora non sarebbe una scelta sostenibile: non mi posso permettere di abbandonare completamente la vita lavorativa, che cerco di svolgere part time. La speranza e l’obiettivo, è che il giardino diventi un impegno full time quando sarà “cresciuto”».

Il giardino si sviluppa su più livelli e poggia su terreno roccioso, che ricorda molto quello della montagna. Il progetto prevede di mantenere il più possibile lo stato attuale, seguendo lo stile cottage inglese: mix erbacee perenni, graminacee, biennali.
Il giardino sarà il più autosufficiente e sostenibile possibile, ad esempio razionalizzando l’acqua, piantando essenze resistenti alla siccità, producendo da sé humus e pacciamatura.

«In futuro, non appena il giardino sarà sufficientemente accogliente, ci piacerebbe ospitare dei visitatori e magari anche letture in giardino, workshop di arte tessile e fotografia, lezioni di yoga.
Come dico sempre, questo è un progetto a lungo se non lunghissimo termine. La creazione di questo giardino segue i ritmi lenti della natura e del tempo che io e il mio compagno riusciamo a dedicargli, con a volte l’aiuto prezioso di amici e parenti. Una stima? 6-7 anni, magari 10, chi lo sa?».

La fiaba non è ancora conclusa, ma il lieto fine, per una volta, è già stato scritto.

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