Come reagire alla direttiva che obbliga le imprese a rendicontare la propria CSR

Dal 2023, con la presentazione da parte della Commissione Europea della nuova Corporate Sustainability Reporting Directive, tutte le grandi imprese europee saranno obbligate a redigere un report sulle loro performance e policy di sostenibilità. Un cambiamento radicale rispetto alla precedente normativa sulla non-financial disclosure, che coinvolgerà tutte le aziende con più di 250 dipendenti e 40 milioni di fatturato (quasi 12.000 in Europa!).

La rendicontazione riguarderà gli impatti ambientali, le politiche su diritti umani e diversity, e chiaramente le attività di responsabilità sociale, tutto declinato in un’ottica di impegno di lungo termine.

Il Terzo settore aiuta le imprese, le imprese aiutano il Terzo settore

La collaborazione con il Terzo Settore può essere uno strumento efficace per dare forma e valore alla responsabilità sociale d’impresa. Nei fatti, il corporate giving, anche in Italia, sta registrando una crescita importante. Basti pensare che il valore dei contributi erogati dalle aziende, anche sulla spinta del Covid, è cresciuto del 26,3% tra il 2019 e il 2020 (dati di Fondazione Italia Sociale). Ma la crescita è costante da almeno vent’anni. 

Tendenza degli investimenti medi annui in CSR
per grande azienda italiana in migliaia di euro (Osservatorio Socialis)

Le organizzazioni non-profit sono la chiave di lettura necessaria per capire i bisogni di un territorio, in termini sia ambientali che sociali e permettono quindi di avere un impatto reale perché rispondono a necessità concrete. 

Lavorare col Terzo settore, oltre a generare valore condiviso per l’intera comunità, aumenta la motivazione dei dipendenti, dando loro uno scopo. Questo aspetto è fondamentale per le nuove generazioni di lavoratori e, di conseguenza, è utile anche per attirare nuovi professionisti.

Allo stesso tempo, tuttavia, può non essere facile confrontarsi con organizzazioni non-profit di dimensioni medio-piccole: i volontari spesso operano con logiche, ritmi e standard diversi da quelli aziendali, mancando talvolta di managerialità e competenze digitali. Senza contare le difficoltà che tali organizzazioni hanno nel comunicare bene il loro operato.

Una soluzione efficace per le imprese

È a queste criticità che PlanBee ha voluto dare una soluzione. Dopo aver individuato oltre cento associazioni di volontariato e cooperative sociali dislocate nelle principali città italiane, insieme a loro ha strutturato progetti a impatto sociale e ambientale positivo pronti per essere finanziati. 

PlanBee si fa garante degli interventi da eseguire e dei tempi di realizzazione, oltre che dell’affidabilità ed esperienza dell’organizzazione non-profit. Infine, si occupa di coordinare un’idonea comunicazione dei progetti.

1 milione di api adottate

nel 2022 con i progetti di apicoltura urbana di PlanBee

1.755 alberi piantati

nel 2022 con i progetti di riforestazione urbana di PlanBee

Un’efficace attività di CSR è realizzabile solo con la creazione di partenariati, che la stessa ONU ha posto tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile: è grazie a queste collaborazioni che si promuovono solidarietà, inclusione e un nuovo concetto olistico di benessere che, oltre di quello economico, tiene conto del progresso ambientale e sociale. PlanBee semplifica il lavoro per le aziende impegnate in CSR e punta dritta al risultato.

Hanno già scelto PlanBee per la loro CSR

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.