Workout Pasubio, un progetto partecipativo di rigenerazione urbana a Parma

Workout Pasubio, un progetto partecipativo di rigenerazione urbana a Parma

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Il futuro passa dalla periferia. Un quartiere rinasce intorno al complesso industriale dismesso ex-Manzini: ecco come Parma sta riuscendo a rigenerarsi dal basso.

Per questo appuntamento con la nostra rubrica #ImpegnatiAMigliorare, vi raccontiamo come nasce Workout Pasubio, una best practice della progettazione condivisa, che opera nel nome di laboratori artistici ed eventi culturali.

Un network di associazioni ed enti pubblici che collaborano per la creazione di valore sul territorio: WOPA si prepara ad essere completamente ristrutturato nel 2018. Una rigenerazione urbana che, come questa, coinvolge il cittadino ha valore doppio!

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1_ Come nasce Workout Pasubio, con quali obiettivi opera e perché un’iniziativa del genere viene svolta proprio nel contesto di Parma?

“Il WOPA – abbreviazione di Workout Pasubio – è un progetto di ri-utilizzo temporaneo che fin da subito si è
occupato di dare una nuova vita all’ex Manzini di via Palermo, un complesso industriale in stato di semi-abbandono, situato in un’area piuttosto critica della città. Il progetto “Workout Pasubio” prende in nome da una strada (via Pasubio) del quartiere San Leonardo di Parma, area che agli inizi del XX secolo vede uno dei primi sviluppi industriali della città, favorito dalla vicinanza della rete ferroviaria. La maggior espansione del quartiere avviene nel secondo dopoguerra, periodo in cui il sistema insediativo si allarga senza una vera regia ordinatrice attorno al ruolo attrattore della stazione ferroviaria, nonché di via Trento, asse principale del quartiere e prolungamento della centralissima via Garibaldi.

Il contesto attuale, caratterizzato da una forte connotazione sociale e multietnica e costituito da un tessuto edilizio disordinato, dove predomina la residenza a fianco di una forte presenza di piccola industria, artigianato e commercio, è attualmente interessato da importanti interventi di riqualificazione urbana che hanno l’ambizione di fungere da volano per una rigenerazione complessiva della parte nord della città di Parma.

Workout Pasubio – che in realtà è il sesto atto di un percorso molto più ampio intrapreso già dal 2012 sul tema della riqualificazione e riuso dei complessi architettonici dismessi che punta a portare alla luce dei pezzi di città abbandonati – coinvolge la cittadinanza in un grande evento di progettazione collettiva nell’autunno 2014.

L’Ordine degli Architetti di Parma, insieme al Comune di Parma e alla Fondazione Architetti PR e PC, ha promosso un percorso di progettazione partecipata intitolato “Workout Pasubio” che ha riscosso grande partecipazione e da cui sono emerse linee guida ben precise sull’identità che Parma vuole dare al complesso, finalizzate in un documento ufficiale consegnato all’amministrazione comunale nel giugno 2015.

La città si è espressa per la futura destinazione del luogo: un utilizzo che abbia effetti virtuosi di rigenerazione urbana sia nell’immediato che nel lungo termine. Nel luglio 2016 il Comune di Parma ha indetto un Concorso di progettazione per la riqualificazione del complesso, dal titolo “WORKOUT PASUBIO: Distretto delle imprese creative e rigenerazione urbana“.

Il complesso ex-Manzini verrà ristrutturato e riqualificato, grazie a fondi regionali e comunali, a partire dal 2018.”

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2_ Come vi siete mossi per stimolare la partecipazione civica degli abitanti della zona? Ad oggi, quante persone sono state coinvolte e quali risultati avete ottenuto? Avete mai pensato di affidarvi al crowdfunding come strumento di reperimento di fondi?

“La grande adesione al processo partecipativo del 2014 è stata ottenuta attraverso il coinvolgimento di diverse associazioni cittadine, il patrocinio del Comune di Parma, e sicuramente anche grazie alla possibilità data ai cittadini di essere parte attiva nella progettazione, oltre alla curiosità suscitata da un nuovo progetto. I numerosi partecipanti hanno inoltre espresso l’idea di popolare il luogo fin da subito mediante un uso temporaneo sperimentale, approvato dal Comune. Si è così avviata una fase di utilizzo transitorio del complesso per dimostrare concretamente le potenzialità aggregative che questo possiede. Questa fase è stata denominata “WoPa Temporary” e da due anni attira costantemente e spontaneamente nuove persone, enti e organizzazioni. Si spazia dalle associazioni di volontariato ai gruppi etnici informali che popolano il quartiere, dagli studenti ai gruppi artistici, dagli avventori dei convegni agli appassionati di musica, dai singoli cittadini alle aziende del territorio.

Le tipologie di eventi ospitati e prodotti, gli avventori e gli stakeholder sono numerosi e variegati. Con alcune organizzazioni e collettivi si sono instaurati rapporti di progettualità stabile e continuativa, pur essendo la gestione del progetto guidata da una singola associazione. L’idea di affidarsi al crowdfunding ci sembra una modalità naturale per un progetto che è nato dal basso (dalla partecipazione volontaria di singoli cittadini) e basato sulla molteplicità di soggetti coinvolti.”

3_ Quali sono i rapporti con altre associazioni simili alla vostra? Ci sono altre realtà che dovremmo conoscere?

“Sul territorio di Parma e provincia non ci sono realtà simili al WOPA, si tratta di un’esperienza unica e in divenire.

Questo comporta molti vantaggi, come per esempio la libertà di sperimentare e la flessibilità nell’accogliere richieste di utilizzo da parte dei soggetti più disparati e di ospitare eventi molto diversi tra loro. Ma anche svantaggi, ad esempio il non poter seguire linee guida già tracciate da altri e il dover affrontare una fase “temporary” in cui l’edificio attende di essere ristrutturato e perfezionato per l’utilizzo pubblico. Inoltre, in questa fase transitoria, la progettualità dell’associazione non può spaziare sul lungo termine né accedere a finanziamenti stabili, altro motivo per cui affidarci al crowdfundig.

A livello nazionale e internazionale ci sono numerosissime esperienze simili al Workout Pasubio: rigenerazione e riqualificazione urbana attraverso il recupero di edifici dismessi sono al centro delle politiche culturali di tutti gli stati europei. Per citarne alcune, menzioniamo il recente convegno “Futuro Periferie. La cultura rigenera” promosso dal MiBACT dove abbiamo portato la nostra testimonianza assieme a Teatro Ringhiera/Milano, CasermArcheologica/Sansepolcro (Arezzo)San Berillo/Catania, Spazi Indecisi/Forlì, Mare Culturale Urbano/Milano, Farm Cultural Park/Favara (Agrigento)Ex Fadda/San Vito dei Normanni (Brindisi), Associazione Clac/Palermo, CasciNet/Milano.

Fare rete e confrontarsi sulle reciproche esperienze è essenziale e confidiamo di proseguire in questa direzione.”

E nello stesso confida PlanBee, per un’Italia più partecipe e bella!

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2 Comments

  1. Abitando in zona seguo con interesse lo sviluppo di questa idea di riqualificazione urbana. L’invito è quindi quello di continuare a tenerci informati.

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