E’ possibile coniugare capitalismo e bene comune?

E’ possibile coniugare capitalismo e bene comune?

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Al giorno d’oggi le aziende hanno un potenziale enorme per risolvere i problemi sociali, spesso più di governi e ONG.

ENEL Group ha chiesto a Mark Kramer, ideatore – insieme a Michael Porter – del modello Creating Shared Value, se e come sia possibile coniugare capitalismo e condivisione, profitti e bene comune.

In questo video, Kramer (co-fondatore di FSG, azienda di consulenza internazionale per la ricerca di cambiamenti in grado di generare benessere sociale) spiega chiaramente la sua teoria relativa all’interdipendenza tra il successo negli affari e il benessere della società.

Riassumiamo alcuni dei macro-concetti fondamentali espressi nel video:

Cosa si intende per ‘Creating Shared Value’ (CSV o creazione valore condiviso)?

Perseguire il successo negli affari non è sbagliato se nel creare opportunità di business si pone attenzione alla risoluzione dei principali problemi sociali.

Che ruolo ha l’innovazione in questo processo?

Il CSV è possibile a patto che vengano previsti investimenti volti alla ricerca di nuove soluzioni ai problemi sociali, che devono essere prima di tutto compresi. Il percorso può durare diversi anni, perché si tratta di un vero e proprio cambiamento nella mentalità dell’impresa. Non si deve guardare alle problematiche sociali come a qualcosa di risolvibile con la beneficienza o con semplici azioni di Corporate Social Responsibility (CSR), ma come un business case in cui l’innovazione rappresenti la chiave per la creazione di un nuovo modello economico che permetta di avere un guadagno dalla risoluzione di problemi sociali.

Da dove deve partire il cambiamento?

Un tipo di cambiamento di questa portata, parte solitamente da un singolo individuo interno all’azienda che dimostri di credere fortemente in quest’idea. Spesso non è il CEO a proporlo, per cui si parte inizialmente con un progetto pilota che, in caso di risultato positivo, riesce ad abbattere lo scetticismo e far nascere nuovi progetti virtuosi.

Qual è il processo per integrare le questioni sociali nel modello di business?

  • Comprensione in merito a dove siano le opportunità e i problemi sociali (ricerca e potenzialità di crescita)
  • Realizzazione di un modello di business (tramite sperimentazioni, tentativi, errori) per capire come aiutare la gente in maniera profittevole

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Investire in energie rinnovabili, mobilità elettrica, smart grid e digitalizzazione sono ottimi esempi di come un utilizzo dell’energia più efficiente e sostenibile per l’ambiente, possa portare alla creazione di valore condiviso. L’innovazione può avere un impatto enorme nella creazione di un mondo più sostenibile. Una qualsiasi regione del mondo può difficilmente puntare a migliorare la salute, lo stato dell’istruzione e gli standard di vita delle persone senza avere accesso all’energia.

Secondo i dati diffusi da Sustainable Energy for All, l’iniziativa promossa dall’ONU con l’obiettivo di garantire accesso all’energia sostenibile a tutto il Pianeta entro il 2030, circa 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità. In particolare, il maggior numero di queste persone vivono nell’aree più povere dell’Africa sub-Sahariana e del Sud-Est Asiatico. Auspicare cambiamenti di questa portata è senza dubbio molto ambizioso ma, come sostiene Kramer nell’intervista, se le 100 aziende più grandi del mondo agissero concretamente in questa direzione, il traguardo sarebbe molto più raggiungibile.

Dal nostro punto di vista, è importante portare a conoscenza di quante più persone possibile questo tipo di teorie, e nel farlo continuare ad investire in innovazione, diffusione del concetto di sostenibilità, ricerca del dialogo tra leader mondiali sul tema del climate change e strategie di CSR: queste ultime rappresentano in particolare un’ottima soluzione per ottenere vantaggi in termini di reputazione, visibilità e percezione da parte degli stakeholder. L’utilizzo di uno strumento come il crowdfunding civico nella strategia di Responsabilità Sociale d’Impresa rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti in questa direzione, poiché permetterebbe di coinvolgere attivamente i singoli individui, rendendoli parte attiva dell’impegno dell’azienda sul territorio e, più in generale, nei confronti del pianeta. In merito a questo, ecco un esempio di quello che PlanBee ha realizzato con ENEL per la campagna ENERGIA PER FARE.

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