Around Richard: c’è un paese urbano nel centro di Milano

Around Richard: c’è un paese urbano nel centro di Milano

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Lungo il Naviglio Grande si sperimenta: ecco come Around Richard, neonata associazione milanese, valorizza la periferia-centrale dell’area ex Richard Ginori con la partecipazione civica.

Originariamente cittadella industriale – tutta un brulicare di fabbriche e fornaci, la zona è stata riconvertita e ospita oggi un tessuto lavorativo votato all’innovazione e al design, alle tradizioni e all’archeologia industriale.

Oltre 3o0 negozi, 98 strade e 30 associazioni, per un totale di 8345 persone coinvolte. Questi i numeri di un “paese urbano” al centro di Milano che si lancia nel futuro senza perdere la sua anima.

Per questo appuntamento con la nostra rubrica #ImpegnatiAMigliorare, ce ne parla Roberto Carcano, nuovo presidente dell’associazione.

1_ Come nasce Around Richard, con quali obiettivi opera e perché un’iniziativa del genere viene svolta proprio nel contesto di Milano?

Around Richard si è costituita nella primavera del 2017 ma è frutto di molti incontri e riflessioni nel tempo e soprattutto della condivisione di passioni, storie, senso di appartenenza, voglia di valorizzare un territorio che da sempre fa parte del tessuto storico,industriale,artigianale, tradizionale di Milano. Quando abbiamo iniziato a incontrarci, negli uffici di Zero, agenzia di ‘starting ideas’ è stato subito chiaro che volevamo tutte e tutti la stessa cosa: valorizzare, dare riconoscibilità e opportunità alla zona dove lavoriamo, abitiamo, amiamo passare il tempo. Architetti, imprenditori, società sportive, artisti, negozianti, abitanti appassionati… Ognuno ha portato e messo a disposizione le sue competenze, mescolandole e implementandole attraverso le attività che hanno portato alla nascita del nome e del logo,al sito, alla presentazione ufficiale e, da qui in poi, a tutte le iniziative che attraverseranno questo territorio, intrecciandosi ai numerosi appuntamenti culturali e operativi che Milano offre. Ed ecco il perché tutto questo si svolge proprio a Milano e proprio qui. Forse non tutti sanno che questa zona (che idealmente abbiamo circoscritto all’area che va dal ponte mobile e Richard Ginori al ponte ferroviario di Piazzale delle Milizie – con ampliamento alle zone limitrofe dell’interno e delle due sponde del Naviglio Grande) è stata anticipatrice della rivoluzione industriale di Milano – nel XIX secolo. Così come già dal secolo scorso è stata anticipatrice delle nuove tendenze abitative e lavorative. Alle industrie si sono sostituiti loft dalle linee avveniristiche. Agli antichi mestieri (mai scomparsi) si sono affiancate le nuove professioni del web, del design, della creatività. A riprova che insieme all’acqua (che qui scorre dal 1200!) scorrono anche le idee e i pensieri innovativi. Non poteva essere che la Milano di una finalmente ritrovata avanguardia a vedere nascere una simile mescolanza di energia e opportunità.

2_ Come vi siete mossi per stimolare la partecipazione civica degli abitanti della zona? Ad oggi, quante persone prevedete di coinvolgere? Avete mai pensato di affidarvi al crowdfunding come strumento di reperimento di fondi?

Per il momento ci stiamo muovendo per contatto diretto e personale, ognuno di noi riverbera l’informazione, ne parla, stimola la curiosità e l’attività di chi conosce e contatta. Abbiamo allo studio una serie di iniziative rivolte alla valorizzazione della zona (prima tra tutte, una campagna dedicata alla pulizia e al decoro che prenderà il via a breve). Cerchiamo di coinvolgere le persone nel progetto e soprattutto di ascoltare con attenzione segnalazioni e desideri. A volte ci stupiamo di come tutti siamo concordi nel definire questa zona un bel posto dove vivere e lavorare, ovviamente migliorabile. I nostri fondi derivano dalle quote associative e nel futuro concorderemo eventuali attività di sponsoring da parte di aziende che intenderanno partecipare o creare iniziative. Fino ad ora tutte le attività sono state svolte a livello volontario dai professionisti dei rispettivi settori e nel futuro valuteremo. La nostra associazione non ha fini di lucro, ovviamente; e se valuteremo che alcuni progetti possono finanziarsi solo attraverso il crowfunding, perché no?

3_ Quali sono i rapporti con altre associazioni simili alla vostra? Ci sono altre realtà che dovremmo conoscere?

I rapporti con le altre Associazioni sono molto buoni e collaborativi. Alcune, come il Comitato Ponti che ha recuperato a nuova vita lo spazio incolto tra via Malaga e via Brugnatelli trasformandolo in un giardino a disposizione di tutti (Il giardino nascosto, ndr) sono nostri associati. Così come la Canottieri San Cristoforo, (nostro associato) che sta coordinandosi con altre associazioni per recuperare gli spazi dismessi accanto al percorso ferroviario. Il nostro obiettivo è valorizzare e migliorare la vivibilità e il benessere di questa area. Non abbiamo finalità commerciali né ci poniamo come associazione di categoria, bensì come insieme di competenze e idee a disposizione di questo territorio, creando sinergie e attività per crescere,senza rinunciare alle tradizioni e alle caratteristiche di questa parte di Milano che molti definiscono ‘paese urbano’ pur essendo a poche fermate di tram dal centro città.

 

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